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Rendiamo visibili le relazioni

Rendiamo visibili le relazioni

Sarà capitato sicuramente a ciascuno di noi, insegnanti di scuola primaria, di assistere nelle nostre classi a litigi, manifestazioni di affetto, relazioni morbose o, peggio, piccoli atti di bullismo fra i nostri alunni. Come possiamo rendere visibili queste connessioni e provare a intervenire in qualche modo per migliorare il clima relazionale del nostro gruppo? Fra le varie possibilità, potremmo scegliere il sociogramma di Moreno: uno degli strumenti della sociometria, nata nella mente di Jacob Levi Moreno negli anni trenta del secolo scorso.

Il test sociometrico ci permetterà di visualizzare in un grafico le relazioni all’interno di un gruppo e la posizione dei singoli bambini e delle singole bambine all’interno del gruppo stesso. Al termine della somministrazione potremo anche calcolare l’indice di coesione del gruppo. Iniziamo il nostro lavoro raccogliendo i dati relativi al contesto tramite alcune schede grazie alle quali avremo informazioni sulle punizioni utilizzate dagli insegnanti, sul rendimento scolastico degli alunni e delle alunne e sulla posizione dei banchi nell’aula.

Dopo aver riflettuto sui dati raccolti, siamo pronti per costruire il questionario sociometrico scegliendo le domande che vorremmo fare ai bambini/e. Le domande potranno essere di scelta o di rifiuto di altri compagni di classe e per ciascuna domanda gli alunni potranno inserire, volendo, fino a tre risposte. Prima di somministrare il questionario sarà molto importante garantire a chi lo compilerà che le risposte rimarranno assolutamente segrete e saranno lette solo dalle insegnanti.

Dopo aver somministrato il questionario sociometrico a tutti i membri del gruppo-classe, non resta che elaborare i dati tramite la matrice sociometrica: una tabella a doppia entrata nella quale inseriremo i nomi dei bambini raggruppati per genere e considerati verticalmente come “nominati” e orizzontalmente come “nominanti”. Accanto a ciascun nome ci saranno due righe: una relativa alle scelte effettuate dal bambino o dalla bambina, l’altra relativa ai rifiuti. Inserendo i dati relativi alle risposte date dagli alunni, calcoleremo l’impatto di ciascun bambino nel gruppo e la tipologia di impatto: ogni alunno/a, in base alle scelte e ai rifiuti ricevuti, potrà essere classificato come un bambino ad alto o a basso impatto.

Costruendo il diagramma a bersaglio potremo visualizzare quali bambini e bambine si trovano al centro delle relazioni e quali ai margini. Ciascun componente sarà rappresentato da un triangolo, se maschio, da un cerchio, se femmina.

Ora che abbiamo una visuale chiara delle relazioni all’interno della classe, possiamo decidere eventualmente di intervenire per cercare di migliorare la situazione. Possiamo proporre dei giochi cooperativi, che in assenza di competizione potrebbero migliorare l’indice di coesione del gruppo; potremmo spostare i banchi in modo da includere nel gruppo i bambini a basso impatto; potremmo favorire l’intesa tramite la body percussion, oppure potremmo proporre dei giochi teatrali.

Al termine del nostro intervento, che potrebbe durare anche tutto l’anno scolastico, potremo effettuare il re-test del questionario sociometrico e rielaborare i dati ottenuti. Confrontando i dati potremo eventualmente registrare qualche miglioramento nelle relazioni in classe.

Perché dovremmo fare tutto questo? Per provare a utilizzare uno strumento che favorisca l’inclusione di tutti e di ciascuno all’interno del gruppo. Perché in un clima relazionale positivo, sia fra gli alunni, sia fra alunni e insegnanti sia fra gli insegnanti, sicuramente si insegna e si impara meglio!

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