Ora è tempo di respirare

ARTICOLO SCRITTO DA: MARTA BRUSCO E ROBERTA FINAZZI FORMATRICE SCUOLA OLTRE

 

ORA È TEMPO DI RESPIRARE 

Qualche piccolo suggerimento per quest’estate

E adesso che la scuola sta finendo, come ci sentiamo? Quali sono le nostre emozioni? Cosa ci portiamo “a casa” da questo anno scolastico 2020-2021? O meglio, cosa ci portiamo a casa da questi due anni scolastici molto particolari? Come possiamo sfruttare al meglio il nostro tempo?

Rispondere a tutte queste domande è difficile … non esiste né una risposta giusta né una sbagliata, ma esiste una risposta personificata che possiamo costruire partendo da noi stessi; ognuno di noi può fare una breve riflessione su sé stesso e un breve resoconto.

Come mi sono sentita? Qual è stato il mio stato d’animo prevalente? Come ho arricchito il mio bagaglio di conoscenze? Che relazioni ho creato con i miei studenti? Con i miei colleghi? Cosa ho trasmesso ai miei alunni dal punto di vista didattico? E dal punto di vista educativo? Cosa avrei potuto fare di diverso? Cosa posso fare l’anno prossimo per migliorare il mio essere insegnante? In che modo sono cambiato?

Quest’articolo vuole accompagnarti in un piccolo momento di riflessione con te stesso e darti qualche suggerimento per rendere questi mesi estivi significativi e arricchenti, sia che tu sia un docente o un genitore, sia che tu voglia imparare qualcosa insieme ai tuoi alunni e alunne o figli e figlie.

Iniziamo proponendoti un breve esercizio di visualizzazione.

Mettiti comodo, chiudi gli occhi e osserva te stesso durante quest’anno scolastico. Quali sono le parole che utilizzeresti per descriverti? Quali aspetti ti permettono di sorridere? Quali aspetti ti rendono orgoglioso/a del lavoro che hai svolto?

Quali aspetti invece vorresti migliorare? Quali atteggiamenti? Quali parole che spesso utilizzi e che vorresti cambiare?

Ora prendi carta e penna e descrivi l’insegnante che vorresti essere per i tuoi alunni il prossimo anno. Quali atteggiamenti vorresti assumere? Quanto spesso vorresti sorridere? Quali parole vorresti usare? Quale postura vorresti avere?

Poi chiudi gli occhi e immaginati in aula con i tuoi alunni, l’insegnante che sognavi da bambino/a e che magari non hai avuto. E ogni giorno, chiudi gli occhi e connettiti con la migliore versione di te insegnante.

Bene, questo breve esercizio ti aiuterà a trovare spazio dentro di te rispetto a un possibile cambiamento, rispetto alla possibilità di avere qualcosa di nuovo da dare ai tuoi alunni, che non rientra nell’ambito prettamente didattico, ma che è qualcosa di molto importante per lasciare aperte le porte all’apprendimento, allo star bene in aula e fuori dall’aula. E ci raccomandiamo, non smettere di connetterti a te stesso/a quando inizierà il nuovo anno.

Le emozioni che hanno bussato in questi lunghi mesi di pandemia sono state tante, meritano uno spazio tutto loro, per la complessità, l’intensità e le sfaccettature con cui si sono presentate nella nostra mente e nel nostro cuore. Indubbiamente c’è una sensazione che non ci ha abbandonato e che ci ha fatto toccare con mano l’importanza del momento presente, la sensazione di incertezza. Quel non sapere cosa sarebbe successo di lì a una settimana, a volte anche il giorno successivo. Questa sensazione, che per molti risulta difficile da accogliere, ci ha però permesso di concentrarci e rendere importante il momento presente. Quindi perché non sfruttare questa occasione, per renderci sempre più capaci di vivere il qui e ora?

Sei consapevole di stare respirando? Sei consapevole della tua postura? Sei consapevole del piatto di pastasciutta che hai appena finito di divorare?

Come nello scorso articolo intitolato “Educare alla consapevolezza”, ricordiamo l’importanza di questa parola nella nostra vita quotidiana, praticare consapevolezza ci aiuta a essere più concentrati, a vivere più serenamente e a evitare di essere sovraccaricati e sovraffaticati dalle incombenze e dai pensieri. Quindi perché non imparare ad assaporare il momento presente e insegnarlo ai nostri piccoli e grandi studenti?

Un’altra parolina che non possiamo non citare in questo articolo è resilienza.

Indubbiamente è stata messa in gioco la capacità di resilienza in quasi tutti noi, chi più chi meno ha fatto i conti con dei cambiamenti. Cambiamenti di organizzazione della giornata, cambiamenti di lavoro, cambiamenti nelle relazioni, cambiamenti in tutti gli ambiti della nostra vita. Se ti senti sopraffatto da questi lunghi mesi, senti di avere la testa piena di pensieri e sensazioni che appesantiscono, compra un piccolo quaderno e trasformalo nel tuo diario personale. Liberati dai tuoi pensieri, lasciali uscire dalla tua mente e mettili per iscritto su un foglio. Questo esercizio ti permetterà di percepire che i pensieri sono altro da te, non ti devi identificare con loro, sono creazioni della nostra mente che a volte, spesso, non coincidono con la realtà delle cose. Esserne consapevole permette di sentirti più leggero, più leggera.

“Io sto pensando che…” inizia così quando ti viene voglia di criticarti o criticare, quando non trovi aspetti positivi in nulla; in questi momenti lascia fluire immagini, sensazioni, tutto ciò di cui la tua testa è piena. Il nostro consiglio, quindi, è di tenere un diario come amico di viaggio in questi mesi, un amico con cui crescere e chissà, magari poi accorgerti di non poterne più fare a meno.

In questi mesi estivi, oltre a seguire webinar, aggiornarti, leggere e studiare nel suo significato tradizionale, prova a cercare nel web nuovi modelli di insegnanti che ti piacerebbe emulare, ci sono moltissimi profili sui social network di colleghi/e, in cui non solo puoi trovare nuovi spunti e idee per le tue lezioni, ma che possono fungere anche da modelli comportamentali, di pensiero ed essere nuove risorse con cui confrontarsi e arricchirsi.

Dedica un po’ del tuo tempo anche a coltivare, nella vita reale e concreta, tutti quei rapporti virtuali che in quest’anno si sono costruiti. Riprendiamoci, con le dovute precauzioni, tutti gli aspetti relazionali che ci sono stati tolti, e riassaporiamoli. Diamo all’estate l’occasione di essere un momento di incontro, di condivisione, di consolidamento di tutti quei legami virtuali che abbiamo o stiamo costruendo.

Prova inoltre a costruire una nuova routine, caratterizzata dalle attività che più ti piacciono e ti ricaricano. Piccole abitudini ci aiutano a riacquistare quel senso di sicurezza che abbiamo perso in questi mesi. Cura, amore e rispetto per sé stessi permettono di ricaricare le nostre “pile” e soprattutto di aprirci agli altri, a nuove prospettive e conoscenze di vita con maggior vitalità.

Insomma potremmo vedere quest’estate multifunzionale come un momento di riposo, di svago, di riscoperta di sé e delle proprie passioni, di consolidamento dei propri legami e come un’occasione per potenziare le nostre competenze e abilità. Se notiamo che in noi, nei nostri figli o studenti ci sono delle fatiche emotive, comportamenti o didattiche, non nascondiamole, ma ascoltiamole, accogliamole e lasciamole uscire, offrendo a noi stessi e agli altri strumenti di aiuto.

Ora è il tempo di imparare a respirare, con una matita tra i denti, che ci impone un sorriso, per dirci grazie per essere arrivati alla fine di quest’anno scolastico e per ricaricare testa, cuore e corpo di nuove energie.

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