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Idee e attività per una ripresa che punti al benessere degli studenti

di Miriam Pizzardi e Elisa Delvecchio formatrici Scuola Oltre

Dipartimento di Filosofia, Scienze Umane, Sociali e della Formazione, Università degli Studi di Perugia,

formatrici Scuola Oltre

Dopo lunghi mesi trascorsi lontano dalla scuola, la distanza che separa gli alunni dalle loro classi inizia (forse!) progressivamente ad assottigliarsi. Difatti, secondo quanto stabilito dal Ministero dell’Istruzione, a oggi, la ripresa delle lezioni è prevista per il 14 settembre (Miur, 2020) e comprenderà una serie di misure di sicurezza per rispettare il distanziamento e prevenire il contagio, sebbene sussistano ancora diverse perplessità e incertezze che coinvolgono soprattutto i protagonisti del mondo scolastico ovvero gli insegnanti, le famiglie e gli studenti. Tra queste perplessità, c’è anche come affrontare questa ripresa a seguito di un periodo così insolito e complesso che ha lasciato segni sia sul piano della salute fisica che su quella mentale.

Senza dubbio il ritorno a scuola è sinonimo di apprendimento cognitivo, ma non solo. È noto il fondamentale contributo per lo sviluppo di competenze sociali come la fiducia in sé stessi, l’amicizia, l’empatia, la partecipazione, il rispetto, la gratitudine e la responsabilità. L’apprendimento sociale ed emotivo è cruciale per far sì che i bambini diventino membri consapevoli di una comunità basata sulla solidarietà, per tale motivo la missione di qualsiasi sistema scolastico deve comprendere anche la promozione del benessere degli studenti. Essa, auspicabilmente, potrebbe servire da leva per una cultura della salute, basata sulla conoscenza, utile non solo per il benessere dei più piccoli, ma anche per quello delle loro famiglie e della comunità in generale (Colao, Piscitelli, Pulimeno, Colazzo, Miani, Giannini, 2020).

La crisi causata dal Covid-19 ha dato l’opportunità a molti di noi di ripensare e rivalutare gli aspetti prioritari per il futuro. Per questo speriamo che il ritorno a scuola sarà caratterizzato da insegnanti che si porranno come promotori della salute per i loro studenti, favorendo attivamente, all’interno dei programmi didattici, abitudini, comportamenti e nozioni per incoraggiare sani stili di vita e contemporaneamente diminuire le conseguenze dei comportamenti a rischio (Paakkari e Okan, 2020). Questa “alfabetizzazione” relativa alla salute, tuttavia, non deve riguardare solo aspetti connessi alla salute fisica degli alunni, ma deve poter comprendere anche quella psico-sociale, specialmente a seguito di un periodo così complesso e pieno di sfide. Sarebbe bello se la ripresa scolastica potesse avvenire tramite la promozione del benessere che favorisca la salute emotiva e la resilienza degli alunni.

In merito a ciò, Place2Be, un’organizzazione benefica inglese per la salute mentale dei bambini, ha elaborato idee edattività interessanti, al fine di aiutare e supportare insegnanti e studenti nella ripresa scolastica. Queste idee rivolte alle classi o a piccoli gruppi sono intese come risorse universali per gli alunni di ogni età e i docenti sono invitati a utilizzarle come punto di partenza per promuovere il benessere emotivo, la resilienza e la ripresa degli apprendimenti.

Quattro sono le “skills” (abilità, temi) essenziali su cui si basano idee e attività: 1. Autoefficacia, 2. Speranza, 3. Gratitudine e 4. Solidarietà (Place2Be, 2020).

L’autoefficacia, per esempio, è considerata un aspetto chiave alla base della motivazione e del benessere emotivo. Proprio durante questa pandemia, in cui spesso sono affiorati sentimenti di incertezza e di impotenza, è fondamentale insegnare ai bambini a sentire e a capire che le proprie azioni contano e che possono fare la differenza. Anche la speranza è importante, difatti le ricerche indicano che sia significativamente e positivamente correlata al benessere psicologico e alla capacità di adattarsi efficacemente alle avversità. Coltivare in classe sentimenti di speranza può aiutare gli studenti ad aprirsi al futuro valutando nuove opportunità, imparando ad adottare punti di vista differenti e arrecando quella fiducia necessaria per superare limiti e difficoltà. La speranza, inoltre, viene spesso rappresentata con il disegno dell’arcobaleno, un simbolo che è stato ampiamente utilizzato da molte famiglie proprio durante questa pandemia. La gratitudine, terzo tema centrale, arreca benefici fisici e psicologici e rappresenta quel “collante” in grado di connettere le persone. Per questa ragione insegnare ai bambini a riflettere su aspetti e/o ragioni per cui essere grati e aiutarli ad esprimere la riconoscenza può aiutarli a sentirsi meglio con sé stessi e con gli altri. Infine, la solidarietà, ultima dei quattro temi, rappresenta il bisogno di far parte di un gruppo e dello stare insieme, essenziale per l’essere umano, che proprio nel periodo di lockdown ci è venuto a mancare. Ciascuno di noi, e specialmente i bambini, ha difatti potuto percepire la mancanza di contatto e connessione con l’altro, sebbene l’impiego delle tecnologie digitali abbia in parte permesso connessioni anche se “virtuali”. Tuttavia, il sentirsi parte di una classe o di un gruppo è una necessità fondamentale per bambini e ragazzi in quanto il supporto sociale contribuisce anche a contrastare stress e avversità.

Per ciascuna di queste quattro abilità, Place2Be propone delle idee rivolte a bambini della scuola primaria suddivise in 4 passi:

  1. Definire, attraverso le opinioni degli studenti, il significato di ogni tema e aprire una discussione sulla sua importanza e utilità nei contesti di vita quotidiana (per esempio durante l’emergenza sanitaria).
  2. Fornire un esempio che può essere rappresentato tramite una storia reale o immaginaria, che abbia come tema centrale uno dei quattro argomenti affrontati, per facilitarne la comprensione. Per esempio, riguardo alla speranza si potrebbe proporre una versione per bambini della storia dell’ “Arca di Noè” o un racconto simile che proponga una situazione di avversità nella quale emerga l’importanza dell’avere speranza.
  3. Esplorare e approfondire le storie portate come esempi attraverso domande che stimolino la riflessione sui temi in oggetto. Per esempio, riguardo al racconto di Noè si potrebbe chiedere ai bambini come pensano che i protagonisti si siano sentiti durante i quaranta giorni trascorsi all’interno dell’arca e in che modo siano riusciti a non perdere le speranze. Questa storia, come è evidente, può facilitare un parallelismo con il recente periodo di isolamento trascorso nelle proprie case consentendo quindi un passaggio a un contesto di vita reale che ha accomunato tutti gli studenti. Si potrebbe, perciò, chiedere ai bambini se, e in che modo, nonostante le difficoltà, abbiano cercato di non perdere e/o recuperare la speranza, stimolando così un confronto di gruppo sulla base dell’esperienza personale di ciascuno. In questo modo il terzo step viene esteso e approfondito attraverso le esperienze di vita concrete dei bambini, ma anche l’insegnante stesso può intervenire raccontando aspetti legati alla sua vita e ai suoi vissuti, fornendo esempi e fungendo anche da modello di riferimento per i bambini.
  4. Il quarto step è caratterizzato da attività specifiche circa l’abilità proposta, come per esempio disegnare o scrivere qualcosa per cui gli studenti sono grati, descrivere attraverso parole o immagini le capacità che si ritiene di possedere o realizzare un cartellone insieme agli altri compagni, cantare o realizzare piccole coreografie da ballare tutti assieme su canzoni che trattino i temi discussi. Per esempio, nella nostra cultura, possono essere proposte diverse canzoni per bambini tratte dallo zecchino d’oro, come “Andrà tutto bene (Restiamo insieme)” per trattare l’argomento della speranza oppure “Una parola magica” o “Meraviglioso è” per quello della gratitudine. Ciascun insegnante può attingere dal suo bagaglio culturale per la scelta di canzoni, racconti o filastrocche, sebbene anche gli alunni possano suggerire idee o proposte. Per facilitare ancor più la comprensione e riflessione sulle quattro abilità si può anche ricorrere a tecniche come il circle time. Per esempio, per esplorare la serie di ragioni per cui si può essere grati si può far disporre i bambini in cerchio chiedendo loro di pensare alle cose per cui essere riconoscenti partendo dalla lettera “A” e, a turno, completare l’alfabeto arrivando fino alla lettera “Z”, aiutando coloro che rimangono bloccati su qualche lettera. Attraverso il gioco possono essere proposte numerose attività creative, come ad esempio il preparare una semplice torta distribuendo gli ingredienti separatamente a ogni bambino per sottolineare quanto sia rilevante la solidarietà attraverso il lavoro di squadra per ottenere il risultato finale, che potranno apprezzare specialmente una volta cotta! È possibile replicare il gioco assegnando colori diversi per colorare un cartellone. Un altro gioco, per enfatizzare l’autoefficacia degli studenti, consiste nello scrivere i nomi di ciascun bambino in foglietti di carta che poi l’insegnante inserisce all’interno di una scatola. Successivamente, quest’ultimo incoraggia ogni bambino a estrarre un nome (facendo attenzione a che non prenda il proprio). A ciascun alunno viene chiesto di scrivere sotto al nome un punto di forza o una qualità del compagno estratto, fornendo esempi come: “è un buon amico, non si arrende mai, fa sempre del suo meglio”. Si può quindi procedere con la raccolta dei foglietti e successive estrazioni. In ultimo, l’insegnante consegna ad ogni studente il proprio foglietto con le opinioni che i compagni hanno espresso su di lui e le sue qualità, in modo che quest’ultimo possa conservarlo per ricordarsi delle proprie capacità, contribuendo così ad accrescere il suo senso di autoefficacia.

 

Tutte queste idee e attività possono essere liberamente assemblate dagli insegnanti in maniera originale e creativa, così come anche la scelta delle skills da rafforzare, sebbene quelle qui proposte rappresentino, a nostro avviso, un buon punto di partenza per una ripresa scolastica orientata al benessere psico-emotivo degli studenti e allo sviluppo delle abilità sociali essenziali per la loro crescita e per far fronte alle sfide dell’ambiente che li circonda.

BIBLIOGRAFIA

  • Colao, A., Piscitelli, P., Pulimeno, M., Colazzo, S., Miani, A., e Giannini, S. (2020). Rethinking the role of the school after COVID-19. The Lancet: Public Health. Volume 5, Issue 7, E370, July 01, 2020.
  • Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, (2020). Scuola, presentate le linee guida per Settembre. 26, Giugno, 2020. miur.gov.it
  • Paakkari, L., e Okan O. (2020). COVID-19: health literacy is an underestimated problem. Lancet Public Health 2020; 5: e249–50.
  • Place2Be (2020). Www.place2be.org.uk/our-services/services-for-schools/mental-health-resources-for-schools/return-to-school-resources.

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