Quando tutto cambia. Il concetto di limite.

Quando tutto cambia. Il concetto di limite.

01/02/2021

Comments

ARTICOLO SCRITTO DA: SILVIA DONATACCI – FORMATRICE SCUOLA OLTRE

 

QUANDO TUTTO CAMBIA…

Iniziamo con una riflessione in linea con la situazione che stiamo vivendo adesso.
Cos’è un limite?
Il limite è la circoscrizione di uno spazio. Il punto al di là del quale il mio controllo viene meno.

Segna il confine che separa la mia zona dall’ignoto.

In questi mesi stiamo vivendo il “limite” o meglio quella che Jaspers definisce una “situazione limite”.

La nostra vita quotidiana è sconvolta, ribaltata, variata, scombussolata o semplicemente cambiata.

Non siamo più i padroni di noi stessi come succedeva un tempo.
In questi momenti non riusciamo a riemergere o ad accettare la nostra nuova realtà quotidiana.
Una realtà che ci fa sentire in gabbia, in cui ogni pensiero è stagnante e pieno di noia.

Non distinguiamo i giorni, non riusciamo a sentirne la serenità.
Eppure la nostra vita va avanti, scorre, è in movimento.
Un vortice meccanico che ci ingolfa giorno per giorno e fomenta la nascita di un disagio in noi: una frattura tra noi e il mondo nuovo che si amplia.
Cadono lacrime, nascono discussioni, si perde il gusto delle cose, dalle più piccole alle più grandi.

Ogni cosa ha lo stesso sfondo monocolore e il respiro rimane talvolta sospeso a metà.
Fermati un minuto e pensa…
È ciò che sta accadendo anche a te? È così che ti senti?
Immaginiamo ora di capovolgere la situazione iniziale.
Rendiamo questa situazione un nuovo punto di partenza.
Il disagio ci avvisa che un cambio di rotta si sta rendendo necessario e urgente.

La necessità porta con sé un bagaglio di novità, non per forza negative.

La perdita del piacere ci sfida a diventare cacciatori di nuovi piaceri. La frattura tra noi e il mondo ci ricorda che abbiamo la fortuna di poterla rimarginare.
Questo nuovo punto di partenza ci chiama alla sfida, la sfida di un nuovo inizio.

Il superamento del limite appunto.

Domandiamoci cos’è il limite.

Proponiamo un brainstorming sul concetto di idea: seduti, a occhi chiusi, prima pensiamo e poi scriviamo su un foglio dando spazio al movimento libero e creativo della mano.

CREA LA TUA GOCCIA DI PENSIERO

Chiediamo ai nostri ragazzi di iniziare a dedicare parte del loro tempo libero per imparare a fare qualcosa che hanno sempre rimandato.

Non limitiamoci a pensare di voler imparare a fare qualcosa…proviamo a farlo!!!

Tutti all’opera.

  • Scegli un obiettivo prioritario rispetto a tanti altri desiderata.
  • Crea una lista di priorità per realizzarlo e mettiti all’opera.
  • Concretezza, questo il diktat per cominciare.
  • Materiali: un cartoncino bianco, uno spago o un gomitolo di lana, scotch di carta, pennarelli.

Pronti, partenza, via!

Ognuno predispone il cartoncino che diventa la nostra “tela delle idee”. Qui annotiamo parole, disegni, riferimenti al nostro obiettivo prescelto.

Sarebbe bene individuare un punto di partenza sul foglio in cui segnare il nostro step iniziale alla ricerca del superamento del limite. Disegniamolo per visualizzarlo bene.

Da questo momento procederemo, giorno per giorno, segnando con spago e scotch il nostro percorso di crescita.

Ci saranno alti e bassi, arresti e ripartite che possiamo “annotare” facendo ondeggiare sulla carta il nostro spago. La linea curva che va formandosi non è altro che la visualizzazione in concreto del nostro sforzo a progredire nel superamento del limite. Le direzioni variano e oscillano, l’utilizzo dello scotch di carta ci permette di cambiare idea e spostare così lo spago e le priorità che ne conseguono.

Oggi forse potremo essere capaci di reinterpretare l’esperienza di ieri e spostare così il filo. Col tempo la nostra tela di idee lascerà incroci e sovrapposizioni per formare una linea curva in crescita.

Possibile anche una crescita circolare, di arricchimento di esperienze e di conferma della nostra situazione di partenza. Questa volta non un limite ma un dubbio da superare o gestire.

Cos’è il dubbio?

Momento di dialogo in cerchio

  1. Hai davvero bisogno di uscire per superare i tuoi limiti? Nulla ci vieta di “uscire” con pensieri e parole.
  2. Ogni traguardo raggiunto verso la realizzazione del nostro obiettivo è un piccolo mattone che costituisce una strada in salita, irta ma univoca. Si procede, talvolta a tentoni, ma si arriva a sperimentare l’insperimentato. Questo è già il superamento del limite stesso.
  3. Chi ci aiuta a superarlo davvero? Avviando un confronto fra compagni troveremo paure e limiti condivisi, ma mai vissuti allo stesso modo. La mia esperienza è soggettiva, concreta, personale e mai uguale a quella altrui.
  4. Osservare quotidianamente il percorso dell’altro e le fatiche che ne conseguono (lo spago che sale e scende visibile sulla tela delle idee) ci aiuta a riconoscere il limite anche come una necessità, un aiuto per “sostare”, riflettere e poi ripartire.

Abbiamo mai superato davvero il limite che ci eravamo posti?

Continuamente.

Lo abbiamo superato nel momento stesso in cui abbiamo iniziato a percorrerne la strada.

“ll limite rompe ogni equilibrio

annulla ogni significato.
Il mio movimento è congelato

e il pensiero smaschera la sua illusione.
Riconosco che tutto mi è dato,
anche io sono dato a me stesso
eppure in questo silenzio assurdo
il mio canto comincia a vibrare

e a sbocciare dal profondo.
Nasce un nuovo significato
nasce la mia vita

di nuovo”.

Ti piacerebbe approfondire l’argomento? Clicca il pulsante e scopri il corso di formazione di Silvia Donatacci

Related Posts

Ora è tempo di respirare

Ora è tempo di respirare

E adesso che la scuola sta finendo, come ci sentiamo? Quali sono le nostre emozioni? Cosa ci portiamo “a casa” da questo anno scolastico 2020-2021? O meglio, cosa ci portiamo a casa da questi due anni scolastici molto particolari? Come possiamo sfruttare al meglio il nostro tempo?

leggi tutto
Educare alla consapevolezza: un clima disteso, un miglior benessere in aula

Educare alla consapevolezza: un clima disteso, un miglior benessere in aula

Noi adulti spesso dimentichiamo di esser stati anche noi bambini e che i nostri alluni/e e studenti/studentesse, come noi in passato, non sono dei “robot” ma vivono anch’essi momenti di stanchezza, rabbia, non voglia, pigrizia, voglia di muoversi, di divertirsi, di sgarrare a qualche regola, ecc. Non c’è momento più prezioso di questi per fermarci un attimo e provare a capire con loro cosa stia succedendo, dargli dei piccoli strumenti per rilassarsi, per imparare a raccontare cosa vivono emotivamente e permettergli di fare le loro attività con serenità e concentrazione.

leggi tutto

0 Comments

0 commenti

Invia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *