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In copertina: Audrey Hepburn

“Eleganza non è farsi notare, è farsi ricordare”.

Questa è una delle frasi più celebri di Giorgio Armani. Sintetizza un pensiero e un modo di lavorare.

In molte sue dichiarazioni emerge un certo rigore, una specie di severità “Lo stile consiste nel corretto bilanciamento tra sapere chi sei, che cosa va bene per te e come vuoi sviluppare il tuo carattere. I vestiti diventano l’espressione di questo equilibrio.”Ciò che affiora è come gusto, grazia, portamento non provengano dalla superficie ma dalla profondità.

E se lo dice re Giorgio!

Supermodel Maria Carla Boscono poses for British Vogue in a masterful selfie in a cerulean blue gown and shawl from the Giorgio Armani SS20 fashion show collection

Una delle scene più divertenti del film Il Diavolo Veste Prada è quella del maglione ceruleo. La terribilissima Miranda Priestly, redattore capo della rivista di moda Runway, spiega alla neoassunta segretaria Andrea Sachs che il maglione infeltrito che la giovane indossa «Non è solo blu, non è turchese, non è lapislazzulo, è in realtà ceruleo» e prosegue con una paternale su come nasce un colore e sulle dinamiche dell’industria della moda.

https://www.youtube.com/watch?v=b1L8JCbV-to

Ceruleo significa: celeste, azzurro come il cielo, dal latino caerŭleum, deriv. di caēlum, ‘cielo’.

Un aggettivo poco usato nella nostra vita quotidiana, ma amato dai letterati: Il cielo prometteva una bella giornata: la luna, in un canto, pallida e senza raggio, pure spiccava nel campo immenso d’un bigio ceruleo, che, giù giù verso l’oriente, s’andava sfumando leggermente in un giallo roseo.

Un estratto dal capitolo XVII dei Promessi Sposi del Manzoni, quando Renzo sta andando verso Bergamo per incontrare il cugino Bortolo, in uno scenario storico dove imperversa la peste, quanto mai attuale fino a pochi giorni fa.

Quando si tratta di arte, moda o di creatività più in generale, proprio come la giovane assistente, siamo spesso tentati di valutare il risultato finale (quadro, vestito o altro) come alla nostra portata, facile no?

Emblematico è il testo di Francesco Bonomi che vi consiglio: Lo potevo fare anch’io. Perché l’arte contemporanea è davvero arte.

https://www.mondadoristore.it/potevo-fare-anch-io-Perche-Francesco-Bonami/eai978880467934/

Ci viene proprio dal cuore di sederci in cattedra e percepirci in grado-di. Specie nelle discipline di cui sappiamo poco o abbiamo poca esperienza, ma che ci sembrano accessibili, proprio poiché sono il risultato di un processo di sintesi operato dai professionisti.

Henry Matisse  – Nudi Blu (serie)  papier découpé  – 1952

Eppure è così facile cadere in inganno!

Vi è mai capitato di entrare in certi negozi dove la merce è a buon mercato e sentir odore di petrolio? Nonostante la fragranza chimica riuscire a comprare qualcosa di davvero-molto-carino e uscire con la sensazione di aver fatto un affare?

Tornare a casa, guardare la merce, uhm… provarla, e sentire alla bocca dello stomaco un impercettibile crampetto. Si insinua il dubbio che non sia stato proprio un grande affare, ma l’eccitazione della novità prevale!

Poi dimenticare il capo, già sciatto dopo il primo lavaggio, in armadio.

Amen.

Quel capo si è fatto notare, non si è fatto ricordare.

Qualcuno starà pensando no, io non compro (più) schifezze.

Ma siamo sicuri?

Tra Armani e il negozio-petrolio ci sono molti livelli intermedi e per tutte le tasche. La questione stilistica ha a che fare con la personalissima ricerca del proprio equilibrio e con le scelte che si fanno, sarebbe fuorviante ridurla al mero potere d’acquisto, sappiamo che ci sono persone vestite semplicemente e di grande eleganza.

Lo stile è ricerca.

È faticoso, è laborioso è molto impegnativo.

La qualità non viene da sé, quando è al massimo livello, è semplice.

Se ci sono degli esseri viventi su questo pianeta in grado di cogliere a fondo la qualità in termini di espressioni facciali, parole, immagini e comportamenti, questi sono i bambini.

Loro sentono se noi adulti vestiamo il nostro talento, se ci prendiamo cura di chi siamo.

Sentono se ci rivolgiamo a loro guardandoli negli occhi con l’austerità e la dolcezza di chi sa di avere ancora tanto da imparare.

E di conseguenza ci rispondono.

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